martedì, maggio 27



" on va chercher la femme
on va trouver l'amour
et toi dit-moi que tu m'aime
et dit-le moi toujours "



non è vero... ma ci credo!
a volte, invece, guardo le foto.
e sono fermamente convinta che è vero.
e basta!









sottofondo : CSI-CCCP _ isch allsh ça và
in foto : fuori al sud
self portrait in a little moment of pure escape
più maccheronico di così c'è solo il tedesco di nunzia!

sabato, maggio 24

c'era qualcuno, col mezzo, sulla scogliera...





















abbiamo cambiato nome...
in effetti "trasformeremo questa brocca d'acqua in puro funky" era un po' lungo...
soundtrack _ C.S.I. _ iN QuiETe, in viaggio
memorie di una testa tagliata

engioi de trip

ieri ero sull'asse mediano. immersa in un allegro stato catatonico causato da una camicia di lino marrone 10 taglie più grande, un paio di sandali che è ancora troppo presto per portare, capelli sparsi senza un senso, un gatto morto infilato in bocca ed il MioAmicoMod seduto accanto.
il MioAmicoMod espleta fondamentalmente 3 funzioni vitali: fuma, beve e mette musica. tutte le altre possibili attività che, solitamente, riempiono la giornata di un essere umano, sono solo mere emanazioni di questi 3 gesti fondamentali. nella situazione in questione, c'è il MioAmicoMod al volante, che fuma e mette musica.
sto cominciando a vedere un certo senso anche in quella musica che "non avrei mai creduto che"...
tornando da aversa a casa c'erano le solite pochissime idee in testa sul come trascorrere il resto della giornata. il MioAmicoMod accende una sigaretta dopo l'altra, guarda fisso davanti a sè e spippacchia.
sta cercando una canzone così: con la sigaretta appesa all'angolo della bocca, senza staccare gli occhi dal suo trip, che si sviluppa fuori dal finestrino. cerca qualcosa in quel cd, con la punta delle sue dita lunghe e ossute fa scorrere la rotellina illuminata di blu della stereo. si irrita... la canzone non c'è.
poi, ad un tratto, trova!
faccia di trionfo, sorriso, gorgoglio di soddisfazione, si predispone al viaggio.
ha le mani giunte con l'accendino sempre in pugno, mollemente appoggiate nel cavo del volante. come sul bordo di un bancone da bar. scrocchia le dita... non so che trip si sta facendo, ma l'ha pigliato molto attivo e scattoso, a livello fisico. guardo fuori e mi abbandono a questa tanto cercata canzone.
è un pezzo strumentale, parte potente. il volume è alto. noi stiamo per andare in altissimo.

sovrappensiero e sovraddosati non avevamo fatto caso alla situazione in cui ci stavamo infilando...

sono grossomodo le 8 e mezza di sera. e a quell'ora, a fine maggio, su questo parallelo, il sole tramonta.

il tramonto visto dall'asse mediano è una delle cose più belle del mondo. in questi posti del malumore, dalle discariche itineranti, io ci vivo. di solito su questa strada non si pensa: si contempla solo il panorama tagliato all'orizzonte dalle meravigliose opere dei palazzinari compulsivi. da qui il malumore di cui sopra.
una delle poche cose veramente impressionanti che ha detto Saviano, è che qui la monnezza brucia. sempre, a ciclo continuo e in quantità industriali. se giri tra aversa, frignano, giugliano sembra quasi sempre pomeriggio... o meglio, sembra quasi sempre autunno in val padana. solo che fuori ci sono 40 gradi, l'asfalto tremola e cola lontano, lungo la linea dell'orizzonte. nonostante i finestrini aperti, entra un'aria corta e dura, caldissima e umida. lascia in bocca uno strano sapore metallico di bagnato. si ha la netta sensazione che il posto stia imputridendo. questa nebbia, in realtà, è un qualche gas prodotto dalla fermentazione.
ma contro la campagna spudoratamente verde e genericamente incolta, di pini e cumuli di roba non meglio identificata... e saliscendi di stradine che ricamano disegni perversi lungo la pianura... lungo questa strada, il tramonto è una delle cose più belle del mondo.

la guida del MioAmicoMod, in particolari momenti e stadi, ha un qualcosa che si potrebbe definire come spudorato. c'è un non so che di liquido, di fluido.
certo, va un po' al di là di quello che è il concetto classico e universalmente riconosciuto di sicurezza e sopravvivenza... con lui al volante, la strada guadagna una certa morbidezza ma, al tempo stesso, hai la netta sensazione che la morte ti raggiungerà da un momento all'altro a riscuotere il conto di tutte le volte che te l'ha fatta passare liscia.
ma la sua guida va contestualizzata in determinati momenti e situazioni mentali e psicofisiche.
motivo in cui a me, che sono seduta affianco, la sua guida pseudo suicida va bene. mi consolo a pensare che, in un eventuale scenario di sfracellamento, lui ha le stesse probabilità mie di spalmare la sua faccia sul tratto aversa-caserta dell'asse mediano. neanche lui, con la sua vecchia pellaccia bianca impregnata di varie sostanze, riuscirebbe a sopravvivere. quindi mi va bene. siamo pari, c'è un certo equilibrio cosmico.

sputata sull'asse mediano a 130 all'ora, scivolando artisticamente da una corsia all'altra, la macchinetta di merda del MioAmicoMod vibra e geme come se, da un momento all'altro, tutte le lamiere si dovessero accartocciare. e la macchinetta aprirsi, come uno di quei papaveri ancora in boccia, ancora umidi, che adesso sono tristemente impiccati sopra lo stereo.
il tramonto cola nello specchietto retrovisore, rosa, giallo, con quelle nuvole orizzontali e il loro effetto vagamente savana. andiamo ad est, a caserta, ed il tramonto è nello specchietto retrovisore. ammicca.
davanti a noi si stende l'asse mediano, spalmato sulla campagna ignara. silenzioso, un nastro tirato verso quelle colline blu lì all'orizzonte.
la nebbia galleggia sull'asfalto, ma noi la tagliamo con la nostra macchinetta, che è una scheggia di qualcosa che spera di andare lontano... ma che per adesso è qui, a tagliare questo pomeriggio tra aversa e caserta.
nel riflesso del tramonto, il fumo pesante che striscia sulla strada prende una colorazione che ha un nonsocchè di violaceo, iridescente. più si scurisce l'orizzonte, più il blu dell montagne diventa scuro, più il viola malato della nebbia vira verso tonalità più cupe, e più il tramonto nello specchietto retrovisore strilla di giallo, di rosa, di rosso.
sulla destra c'è il vesuvio.
è verde.

penso a quel bastardo di CurzioMalaparte. penso a:
era il mese di maggio, la dolce stagione in cui gli aranci troppo maturi, quasi marci, cominciano a cadere con un tonfo molle dai rami, come le stelle, in certe notti calde, nel cielo. io guardavo il vesuvio, tutto verde, in attesa del chiarore della luna: e un sottile orrore mi invadeva a poco a poco. non avevo mai visto il vesuvio di un colore così strano: era verde come la faccia sfatta di un morto. e mi guardava.
mentre cerco di capire se il colore del vesuvio mi stia dando orrore o meno... mentre rifletto sul fatto che, più che verde morto sfatto, mi sembra più un cupo verde natale... mentre ne scruto il profilo sfocato dalla nebbia per capire se, putacaso, il vulcano mi sta guardando... tra me ed il colore del vesuvio si intromette un aereo in atterraggio sulla pista di ciampino.
sbirluccicante, in tutti i suoi fari e faretti di atterraggio.
corre parallelamente alla macchina, e atterra. credo stia facendo un rumore della madonna, ma la macchina vibra con così tanta rabbia e la musica ci insiste sopra, ti spinge da dietro, ti spinge da dentro, da tutte le parti. noi siamo fermi, in macchina... è la musica che sta facendo tutto!
l'asse mediano ha una lieve pendenza. la macchinetta di merda non la accusa, e continua la sua corsa folle e follemente inutile, verso le colline.
ad un tratto, una piccola salita. le colline scompaiono.
c'è solo la linea dell'orizzonte d'asfalto dell'asse mediano, e poi il cielo. ed il tramonto.
immagino di volare.
con l'aereo accanto, immagino di raggiungere quella linea d'orizzonte. ed una volta passata, staccarmi dal suolo di continuare a salire con la stessa angolazione, nella nebbia calda e umida.
o di pendere la curva partendo per la tangente, lasciare la macchina sull'asfalto e portare la canzone con me. tiro dritto bassa, continuo a sorvolare la campagna ad altezza viadotto.
e le nebbie.
ed i roghi.
vista così, la campagna non è poi male. questa nebbia non è il fumo della putrefazione di un intera regione! guardandolo bene, magari è vapore... è la campagna che traspira! come nella foresta amazzonica, è tutta colpa della luce, filtrata dall'umidità che risale da questa terra calda e scura, che assorbe il sole e rimane tiepida per tutta la notte. una terra senza vento, se non quello che segue le macchine che schizzano sul viadotto. un paesaggio relativamente intatto e vergine. un paesaggio puro, appena creato. un mondo e un tramonto che si comportano così, con questi colori, perchè sono convinti che non ci sia ancora nessuno a guardarli...
e invece sbagliano, perchè ci siamo noi qui, in macchina, che stiamo scroccando questo tramonto che non ci meritiamo. il viadotto fa parte di questo scenario... l'asse mediano è stato creato insieme ai pini ed alle colline blu, ed al vulcano verde, e a questa musica che gira sullo stesso accordo e batte come la pioggia, sul tetto di una macchinetta scura...
guadagnando la cima della salita, ho quasi voglia di allargare le braccia, mi sembra di cominciare a sentire il vento che mi gonfia le maniche e mi incolla il lino sulla pelle sudata percorsa da rapidi brividi di piacere e attesa.

improvvisamente: l'inaspettato...
il MioAmicoMod esce dalla sua immobilità di nicotina e dita scrocchiate, e improvvisamente allarga le braccia.capisco tutto in un secondo.
quando le sue mani si sono sciolte, da sopra il volante, già avevo capito...

stiamo facendo lo stesso trip.
non mi era mai capitato. non credevo fosse possibile. è un po' come quelle storie raggiungere l'orgasmo simultaneamente, ed altri miti.
ha accellerato, nemmeno me n'ero accorata! siamo a 150, al tramonto, sull'asse mediano. stiamo scivolando in una nebbia di tossine e colori. è casa nostra, è da qua che veniamo, la musica non c'entra niente ma ci sta da paura. come noi, qui, in questo momento. il MioAmicoMod allarga le braccia e lascia il volante. la macchina oscilla, indecisa, sorpresa da tanta fiducia... ma continua dritto. lui ride, soddisfatto ed un po' isterico.
cugina stiamo volando...
e ride. una risata bella, sulla fine di una canzone che, ormai sono convinta che è stata scritta correndo su una carretta, lungo l'asse mediano, a maggio, al tramonto, in mezzo a questo odore, con una camicia di lino marrone addosso e il vesuvio verde e obeso che ti guarda minaccioso, e l'aereo che atterra, e...

il tempo non ha valore qui, così che il ricordo di un momento ha serie possibilità di durarti tutta una vita. è stato grandioso. probabilmente non sapevo cosa fosse, prima. non l'avevo capito nemmeno quando giravo in autostrada in moto, aggrappata dietro a schiene ormai lontane.
niente è veloce, lo sono solo i motorini che girano su una sola ruota senza caschi e senza teste che li guidano. eppure io vivo qui.
non è la svizzera.
non potrebbe mai essere la svizzera.
non voglio che sia la svizzera.


o.s.t. _ punto di inizio e arrivo
the cage _ oasis
grazie di quel momento
non lo cambierei con niente al mondo

in video _ in macchina, al ritorno da una serata a salerno
due persone di un certo spessore
(io sono quella che si intravede, attaccata alla bottiglia)

mercoledì, maggio 21

in EsPanSioNE

mi è sempre piaciuto infilare cose grosse in buchi stretti e angusti...














c'è qualcosa che si sta espandendo, a parte il mio orecchio.
c'è qualcosa che sta cambiando. c'è qualcosa che ha smesso di andare o c'è qualcosa che stà per iniziare a muoversi. il problema è che non riesco proprio a capire di cosa cavolo si tratta... però lo sento. mi hanno raccontato che, quando c'era la guerra, tutti si riendevano conto di quando stavano per bombardare prima ancora che si cominciasse a sentire il rombo nero degli aerei. semplicement,e la gente cominciava a diventare silenziosa, a muoversi più lentamente, all'erta. sempre più lentamente, gli animali scomparivano dalle strade, la gente scritava il cielo senza nemmeno rendersi conto di aver alzato gli occhi. le pareti, la città stessa, assorbivano i suoni, l'infinito cosmo scendeva in una lenta, graduale, umida ibernazione. e poi, improvvisamente, succedeva.
se proprio devo esprimermi, io credo di star aspettando la guerra civile. semplicemente perchè ho realizzato che, cercandoselo ammodo, c'è possibile anche di peggio.

mi dispiace: non riesco a scrivere, ed è tutta colpa di Curzio Malaparte! sto leggendo La Pelle, e non riesco più a scrivere. mi ha prosciugato. non riesco nemmeno più a pensare: leggo e basta.e studio. e quando non leggo e non studio, io aspetto.
oppure sono semplicemente attaccata a una bottiglia, puntellata al bancone del bar di Sossio.

soundtrack: J'y suis jamais allé _ Yann Tiersen
dal blog della strega.
un grazie aiMieiPiedi: fornisce sempre nuovi spunti.
per attaccarsi alla bottiglia.

La ViTa è UnA coSa SeRia!

a certa gente farebbe bene un po' di militare come dico io!

martedì, maggio 20

Come Quando Fuori Piove

e poi, improvvisamente, una sera, tutt'aduntratto ricomincia a piovere.
e tu ti rendi conto che negli ultimi 4 anni non è cambiato assolutamente nulla.
avrei voglia di tirar fuori la lingua e mangiare la pioggia... come quando ero piccola, e nel giardino c'era una grande altalena di legno. le corde, come liane, lanciate da un salice piangente più vecchio di te e di me e della noia che ci unisce. nel giardino c'era un albero di gocce d'oro, e quando pioveva io scappavo fuori e mi ci arrampicavo su su su... fino in cima.
saranno stati al massimo 2 o 3 metri, ma visto che non sono mai stata una cima, mi sembrava di scalare la cima del mondo. e da lassù, mangiavo la pioggia, sporgendomi a cavalcioni da un ramo, tirando fuori la lingua, e cercando l'acqua. aveva un sapore metallico, polveroso; ma la pioggia è sempre pioggia, ed io mi sentivo come la protagonista di quella favola triste dei grimm con i 3 cedri, di cui (non so nemmeno da quanto tempo) ho dimenticado il nome.
nel giardino c'è una palazzina a 5 piani: bella, bianca, vetrosa, obliqua quanto basta, pulita, carissima. è da paura, ma si è magnata l'albero delle gocce d'oro. e alla fin fine non me ne fotte proprio niente...
alla fine ci meritiamo il cemento.
alla fine mi merito il cemento. non sono abituata al giardino.
a pensarci bene, dall'albero ci scendevo dopo appena 2 o 3 minuti...
mi vesto di nero, mi crocefiggo sui miei libri e mi incarto in un cappuccio che mi fa sentire come non so quale grande guerriero, che va a morire al fronte.
attraverso la PignaSecca con fare maziale, un piede davanti all'altro, sollevando le ginocchia nelle ciabatte scollate: oggi, io marcio su napoli! mi godo l'apertura ritmica degli ombrelli che fino a 3 secondi fa ondeggiavano invitanti, nelle mani degli infiniti indiani che, forse meglio di me, marciano su napoli ogni volta che piove.
loro parlano, urlano... ma io non li sento. galleggio in un luminosissimo stato di nirvana causato da lle mie due ore di sonno, dalle successive 5 ore di computer e dalla cronica mancanza di caffeina (o meglio: del denaro per procurarsi caffeina!).
la pioggia è quella dell'estate: grandi gocce fredde, da 3 litri circa ognuna, che cadono una ogni 10 metri. e ti lasciano dei solchi in faccia. la musica, vomitata delle microcuffie del mio mp3 asmatico, mi si infila in testa passando, non voglio sapere come, dalla nuca. l'odore della pioggia su napoli ha qualcosa di molto simile alle donne quando sono eccitate...
dove l'ho letta questa cazzata?
però, pensandoci bene, la Montesanto, sotto la pioggia, ha un qualcosa di olfattivamente familiare.
aromi a parte, non mi sono mai sentita così bene.
davvero mai.
nemmeno quella sera, con la sabbia tra le dita.
nemmeno quella mattina, sul binario numero3.
Piove su le tue ciglia nere / sì che par tu pianga / ma di piacere
odio D'Annunzio. forse con molta più rabbia e violenza di quanto sono solita odiare me stessa.

in foto _ MuLtypLy Me: cHaPTeR 8
chiedo venia per il narcisismo... l'assenza della mia faccia è sempre stato il mio tema preferito!
saundtrac _ Radiohead, Climbing Up The Walls

lunedì, maggio 19

Bside

sottotitolo:
sleepin' with my sister

ho pensato per ore, fino a consumarmi.
ho passato ore ed ore a farmi domande, e mi sono fermata solo quando mi sono resa conto di non aver più unghie da mangiare.

e adesso sono lieta di comunicare al mondo che, semplicemente, non sono arrivata a nessuna conclusione.


"I look at you all see the love
there that's sleeping
While my guitar gently weeps"






original soundtrack
by mr sifter

ThE BeaTLeS, wHiLe mY gUiTaR GeNtLy WeePs
tHe CuRe, A LEtteR tO eLisE

domenica, maggio 18

sottanto bravi...




















accorrete numerosi, che stiamo sempre scarsi a chiaviche!

venerdì, maggio 9

SelfPortraits In A Little Moment Of Pure Escape

una delle più grandi soddisfazioni del mondo consiste nel puro e semplice rendersi conto che hai fatto la scelta giusta.
la banalità della frase precedente è una delle cose più sublimi che l'essere umano possa mai sperimentare!
camminare per via cisterna dell'olio, schivando i motorini, guardarsi dietro e vedere che ho fatto bene a resistere, a stringere i denti, a crederci... mi carica di un energia tale che stamattina mi sono alzata dal letto e ho messo il libro di analisi2 sulla scirvania.
mentre stavo ancora bevendo il caffè.
adesso sono pronta che per la besti nera!

mi sposto per la città fluttuando a un metro da terra, tra i megalberghi e il fazzoletti incolti,dietro al macello.

abattoir!
si dice "abattoir"!


e sorrido.
e ho ancora l'odore della tua barba, nei palmi delle mani.

original soundtrack della Settimana (con la "s" maiuscola):

peppe barra _ bocca di rosa
per ricordare sempre da dove veniamo...
pink floyd_the piper and the gates of dawn, interstellar overdrive
... anche se non abbiamo la più pallida idea di dove andiamo!
barritas _ dusu amigusu
new dada _ la 15a frustata
perchè ho scoperto che è esistito anche il beat
tony borlotti & i suoi flauers _ scooter
paura e delirio e primitivo di manduria
the zombies _ odessey & oracle, cares of cell 44
grazie per non aver dato troppo pubblicità alle mie manie ossessivo-compulsive

thank's for all, folks!
lo ammetto, non sono esattamente nel posto dove vorrei essere; ma almeno ci stò con le persone giuste!

giovedì, maggio 8

MuRaT ci Fa uNa SeGa...

c'è un brandello di francia in discesa diretta e costante verso questo angolo di mondo. effetto meteorite. secondo i calcoli, fatti in collaborazione col dottor ryanair, l'impatto nella capitale è previsto fra venti4ore e qualcosa.
accendo una sigaretta, vado su trenitalia, compro un biglietto. mi guardo allo specchio e mi ricordo di essere unA essera umana. soggetto, femminile, singolare...
aspettavo questo momento da fine agosto. lo aspettavo come la mattina di natale.
aspiro, e il fumo sale lungo il soffitto. e la brezza di questa primavera finalmente arrivata con il coltello tra i denti se lo succhi fuori dalla finestra... sorrido a me stessa e a caserta.
grazie! è arrivato il sole.
forse questa città odiosa mi farà il grande regalo di concedermi l'immagine della reggia, riflessa sul fondo degli occhi azzurri di MonMarì...

inizio '800, decennio della dominazione fracese, a napoli: prima giuseppe bonaparte, poi joachim murat e mugliera.
all'esame di Storia di Napoli, fatto lunedì scorso, ho rubato un positivissimo 30.
del programma, avevo studiaro solo l'invasione francese...
la repubblica napoletanta...
fabrizio ruffo...
i sanfredisti...



Li Francise so' arrivate / 'nce hanno bbuono carusate
e vualà e vualà /cavece 'nculo alla libertà.
A lu ponte 'a Maddalena / 'onna Luisa è asciuta prena,
e tre miedece che banno / nun la ponno fa sgrava'.
Sona sona / sona Carmagnola
sona li cunzigli / viva 'o rre cu la famiglia.
A lu muolo senza guerra / se tiraje l'albero 'nterra
afferrajeno 'e giacubbine / 'e facettero 'na mappina.

E' fernuta l'uguaglianza /è fernuta la libertà,
pe' vuje sò dulure 'e panza / signo' jateve a cucca'.
Sona sona /sona Carmagnola
sona li cunziglie / viva 'o rre cu la famiglia.

è tornato il tempo: la ruota ha fatto ancora una volta il suo giro...
è arrivato di nuovo il momento di legarsi i sonagli alle caviglie.
è arrivato il momento di cacciare quel po' di orgoglio che è rimasto, sotto la monnezza incombente. orgoglio per questo sud del mondo, che alla fin fine fa schifo... però alla fin fine ci piace... però alla fin fine ci si stà bene... però...

l'ultima estate ho guardato per la prima volta la terra mia attraverso i tuoi occhi.
e alla fine non è poi così male!

a volte, mi sembra di aver bisogno di uscire e venire qui, per sentire il vento contro il mio corpo, e rendermi conto che sono fatta di sostanza tangibile, che para il vento...

ascoltando _ CaNtO dEi SanFreDisTi , N.c.c.P.
quando lo fucilarono, MuRat disse:
"
Sauvez ma face: visez mon cœur!"
adoro i personaggi storici con "la frase"!

reprise _ U RuSCiu De Lu MaRe, aLLaBua
Lu rusciu te lu mare è troppu forte
la fija te lu re si ta la morte.
Iddha sta va la Spagna e jeu ‘n Turchia
la fija te lu re è a zita mia.
non c'entro un cazzo il salento... ma il video è veramente bello!
c'è monnezza, nel salento?!

martedì, maggio 6

CoRReNdo Con uN LiTro di MeNaBReA iN mAno

sono andata alla reggia a studiare. i piedi a mollo nel polmone verde della ormai nota città del cazzo.
c'era un allegra famigliola mamma-nonna-bimbi.
uno dei due pargoli si è avvicinato. ho alzato gli occhi dal libro e lui mi ha sorriso. un bel sorrisone enorme: da bimbo nutrito e felice! ho abbassato gli occhiali perplessa e ho ricambiato (merda, ma mica se ne stesse uscendo il famoso istinto materno?!?).
lui si è intalliato un po', interdetto ma sempre ben calzato nel suo stereotipo di infanzia felice in un paese civilizzato (ridi ridi, che tanto prima o poi scienze delle costruzioni arriverà anche per te!).
mi ha fatto ciao-ciao con la manina, e poi è scappato via, correndo tra i parti. tanto dolce, tanto tenero, tanto stereotipo di bambino!
in quello, un grido ha squarciato l'aere... non so se la mamma o la nonna...
una voce disperata ed esausta: tra l'isteria, la tragedia e il lutto più totale. tipo voce che ti aspetti da uno che si scende (a spalla) tutta la famiglia morta giù dal sesto piano, e poi una volta giù si rende conto che ha lasciato le chiavi della macchina sopra...
comunque, la voce di cui sopra ha urlato:
- Non correre sull'erba... ti si fanno verdi le scarpine!!

...

"non correre sull'erba" ?!
e perchè?! "per le scaprine"?!

...

il bambino, con una faccia contrita, si è bloccato di schianto (minchia, ma li fanno così obbedienti adesso?! se lo sapessero i miei! e pensare che mia mamma, a fine '80, ha tentato tante di quelle volte l'infanticidio-suicidio...) (vabbè, però adesso li fanno tutti relativamente unici! a casa mia, da piccoli, c'era una situazione tipo autobus della trasferta grossomodo costantemente) (mazze e manganelli inclusi!!)...
comunque, dicevo.. il criaturo si è schiattato a terra, bloccato, lì dove stava. e si è incamminato sui suoi passi, come se stesse poggiando i piedi su della uova rancide galleggianti nella merda. poi, visto che non riusciva a uscirne, da quella incresciosa situazione (grazie al cazzo! l'urlo ammonitore lo ha raggiunto che stava giusto 'miezz al prato!!) si è bloccato a gambe divaricate e si è messo a piangere con le braccia tese. perchè qualcuno lo andasse a prendere...
in quel momento mi son o accorta che il criaturo era vestito che nemmeno James Bond si combina in quella maniera per imbucarsi a cena dal sultano del Brunei. ma che cazzo! e tu lo combini così un criaturo, per portarlo a pazziare alla reggia?!?
e uno poi si chiede perchè questo schifo di mondo va a rotoli, e perchè a 20 anni i casertani sanno parlare solo dell'ultima puntata di uomini&donne&stramorti, e del perchè io mi raso mezza testa e mio cugino a volte non si lava per un mese che poi ci dorme pure con i panni che c'ha in cuollo e che alla fine mi fa un po' schifo pure a me...
sia stramaledetto dio e tutte le sue schifose creature!



ascoltando _ MoLtHeNi, RiDi iReNe RiDi
LaPigneri c'è sempre! e fa sempre il suo sporco mestiere..

Mi scivoli via tra le dita
poi anneghi piano in un bicchiere di coca e rum
è strana a tratti coinvolgente
la tua materia grigia intelligente

Guadagni dei punti quando vuoi
riaffiori per cadere poco dopo in apnea
ti accorgi infine che non hai concluso
niente di niente
Quando ti uccidi, tu ti diverti di più
Quando ti uccidi tu ti diverti di più
Quando mi uccidi, ridi, ridi
Ti affacci al balcone della vita
Ammetti che non hai concluso nulla dal principio
Incollati al tuo divano e
ripeti piano quello che ti piace in tv

ho smesso di essere scema un paio di mesi fa, grazie!









in lovin memory of _ I CaMiLLaS
RuBen & iL LuRiDo (per gli amici FonTiNa)
in "aMiCo Di PeNNa"
i distrurbi di personalità creano personaggi fantastici
mi sono innamorata, e ho una ragione in più per vivere...
non vi dimeticheremo mai!

amico di penna...scrivimi..dai..
scrivimi ti ho pure mandato i soldi per i francobolli
dai..amico di penna..

lunedì, maggio 5

" Una mattina presto, con un tempo grigio e incerto, l'automobile mi aspettava davanti alla porta. Salutato rumorosamente da Preisco e dai suoi figli e da Antonino e Riccardo, dissi addio a quel paese, dove non sono tornato più "

fuggo dalla città.
fuggo da questa città!
la vita, l'amore, le pecore...
fuggo dai miei libri e dalle mie domande, dalle lettere che non arrivano e dai soldi che non sono mai arrivati. fuggo dalla bottiglia e dalla monnezza, dal caldo e dai muratori che ti fischiano anche se oggi fai schifo all'umanità intera.

" Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli "

non sono lucana, per sorte o per sfortuna sono nata campana e creperò campana.
solo che a volte capisco l'angoscia di Levi!

Scappo dalla città: la vita, l'amore, le vacche è un film sulla crisi dei 40 enni. noi le crisi ce le facciamo tranquillamente, al di là dell'età che ci strascichiamo appresso...




per aNcELe:
"Hai notato che più invecchi più esci con ragazze giovani? Fra un po’ uscirai con uno spermatozoo!"

c'è vita (scarsamente) intelligente,
nel beneventano...

"Non ha voluto che la sua decadenza fisica fosse circonfusa di mistero..."

en écoutant _ emerson lake & palemer, FrOm tHe BeGiNNinG

en lisant _
carlo levi, CriSto si è FeRmAto Ad eBoLi
Il brigantaggio non è che un accesso di eroica follia, e di ferocia disperata:
un desiderio di morte e distruzione, senza speranza di vittoria.

en citant _
LeVi , rigurgiti di lucania

CaMilleri , rigurgiti di sicilia
"scappo dalla città:la vita l'amore, le vacche" , rigurgiti e basta

en attendant _
mon marì

sarò di ritorno prima che tu possa dire "crostata di mirtilli"

domenica, maggio 4

matRes MaTutae




















sottotitolo:

It's a long long night

It's a long long time

It's a long long road...


Laura scrive:

incredibile....alex mi ha mandato il patxaran!

Laura scrive:

gioia e gaudio

La CuGiNa scrive:

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

La CuGiNa scrive:

ma era da lui che stava venendo...

La CuGiNa scrive:

waaa

La CuGiNa scrive:

io pensavo massimo o domenico che se ne erano andati in gita

La CuGiNa scrive:

o al max ben!

Laura scrive:

nono...ben mi odia

La CuGiNa scrive:

non è colpa tua se li è grasso!

Laura scrive:

http://www.youtube.com/watch?v=yMm828xexcE&feature=related

Laura scrive:

cccp e skiantos su disegni di pazienza, una vera chicca

Laura scrive:

ahah

La CuGiNa scrive:

oooooo

La CuGiNa scrive:

lau senti

La CuGiNa scrive:

io mo dv tornare ai miei libri

Laura scrive:

ok

La CuGiNa scrive:

e a sovrintere la frittata di cipolle

Laura scrive:

bien...senti,ma vedi se riesci a farti un finesettimana a fi entro luglio

La CuGiNa scrive:

ok

La CuGiNa scrive:

cmq c'è guig che viene qui il 9 maggio

Laura scrive:

quanto si ferma ?

La CuGiNa scrive:

fino al 17

La CuGiNa scrive:

giusto una settimanina nel sentimentalismo

La CuGiNa scrive:

La CuGiNa scrive:

a quanto pare sta andando da paura

La CuGiNa scrive:

funziona tutto alla perfezione

La CuGiNa scrive:

io sn un po' scettica…

La CuGiNa scrive:

ma intanto mi godo i messaggini che finiscono in “je t'aime”...

La CuGiNa scrive:

poi a giugno ci saranno 2 cose importati

La CuGiNa scrive:

1)guig discute la tesi

Laura scrive:

ooo

La CuGiNa scrive:

2) belleville mi fa sapere se mi vogliono o no

Laura scrive:

ooooooooo

La CuGiNa scrive:

quindi i progetti a questo punto si biforcano…

La CuGiNa scrive:

perchè, nel caso belleville mi voglia, io mi faccio le valige e salto su un aereo per parì il giorno dopo l'esame del laboratorio di urbanistica

La CuGiNa scrive:

nel caso belleville mi dica qualcosa del genere

La CuGiNa scrive:

"sei tanto bellina, ci divertiamo, ma non sei il mio tipo"

La CuGiNa scrive:

si inaugura l'estate più allucinante della mia vita!

La CuGiNa scrive:

perchè con tutti i soldi che mi sono messa da parte quest'anno x una eventuale convivenza a parigi

La CuGiNa scrive:

mi devo fare la vacanza della mia vita

La CuGiNa scrive:

quindi verrò ovunque!

La CuGiNa scrive:

se vuoi ce ne andiamo anche a donosti, occupiamo il giardino della baita, e rimaniamo là tutta l'estate a fare le cozze e a farci i surfisti!

Laura scrive:

ma belleville ha dei limti a prendere gente ?

Laura scrive:

chessò...non più di due persone l'anno o stronzate del genere?

La CuGiNa scrive:

boooo

La CuGiNa scrive:

nn lo so

La CuGiNa scrive:

ma si riservano il diritto di ammissione...

Laura scrive:

dai speriamo bene comunque vada...a donosti prima o poi ci dobbiamo tornare

La CuGiNa scrive:

si si

La CuGiNa scrive:

ma se non mi pigliano a belleville

La CuGiNa scrive:

io ci vado a passare tutta l'estate

La CuGiNa scrive:

non me ne frega niente!

Laura scrive:

e mi pare pure giusto

La CuGiNa scrive:

mi fitto casa a miracruz e mi metto a lavorare alla vaca e a sbronzarmi tutte le sere x dimenticare

Laura scrive:

secondo me non c'è questo pericolo,cmq aspettiamo giugno y cruzamos los dedos

La CuGiNa scrive:

wa

La CuGiNa scrive:

se mi prendono a belleville, mi compro l'aereo per parigi da pisa

La CuGiNa scrive:

me ne salgo in bus a firenze

La CuGiNa scrive:

e ti offro la serata alcolica peggiore della tua vita

Laura scrive:

questa si che è una cosa saggia!!!!

Laura scrive:

ahah

La CuGiNa scrive:

ti voglio vedere sbronza come non mai!

La CuGiNa scrive:

io e te

La CuGiNa scrive:

azzeccate nelle cantonate di firenze

Laura scrive:

ahah

La CuGiNa scrive:

'mbriache faciche come degli asciugamani!

Laura scrive:

mi piace sta cosa

La CuGiNa scrive:

oh!

La CuGiNa scrive:

questa è una promessa!

Laura scrive:

e poi firenze in estate è perfetta allo scopo

La CuGiNa scrive:

eheheh

Laura scrive:

ci sono baracchini di cinesi che vendono alcol a poco in ogni angolo


ascoltando _ peNneLLi di VeRmEr, PiPa oPeRaiA
cattedrali di fumo / da una pipa operaia
solitamente vendo fumo. stavolta la promessa è nero su bianco!

in foto _ la stazione dei treni di esbly
direction Parì

sabato, maggio 3

c'è vita intelligente nella conigliera

promemoria per la settimana prossima:
- farmi i peli delle gambe con la fiamma ossidrica (sta arrivando l'estate!)
- cercare di prendermi storia della città e del paesaggio con il minimo sforzo possibile
- contarmi i crediti per belleville
- COMPRARE ASSOLUTAMENTE UNO DI QUESTI!
MIO DIO, NON SO COME HO FATTO A VIVERE SENZA!

ascotando _ TeRRa TeRRA , giAnFraNCo MaRZiaNo
non ho parole, mi restano solo le bestemmie

giovedì, maggio 1

ZoRioNaK jonMiKeL

ieri si è laureato un compagno calabro.
in giurisprudenza.
95.
tesi sull'euskal herria, sul paese basco (prossimamente online per gli interessati)!
nonostante sia un po' ironico celebrare il passaggio di un uomo dal mondo degli studenti a quello dei disoccupati, io sono felice. come poche altre volte!


questo è un post in onore di JonMikel...
che mi ha insegnato che la coerenza, prima o poi, paga sempre!







Eusko Gudariak gara
Euskadi askatzeko,
gerturik daukagu odola
bere aldez emateko.
Irrintzi bat entzun da
mendi tontorrean
goazen gudari danok
Ikurriñan atzean.
Faxistak datoz eta
Euskadi da altxatzen.
goazen gudari danok
gure aberria askatzen.
Eusko Gudariak gara
Euskadi askatzeko,
gerturik daukagu odola
bere aldez emateko.







su youtube ci sono 2miliardi di video con folle che cantano l'eusko gudariak con il braccio sinistro alzato. ce ne sono altri molto molto interessanti qui, qui e qui... (il primo è solo commovente, di suo, il secondo è a bilbao/bilbo, l'ultimo è ad una concetrazioa fuori la facoltà di scienze delle comunicazione dell'UPV... che il dio dei manifestanti li abbia in gloria!).


ho scelto questo perchè è a donosti, sul boulevard, annanz' o comun'...
c'è un edificio nel filmato... è un palazzone bianco all'angolo della piazza, che compare un attimo (quando l'operatore scivola su una vomitata, con la camera in mano).

in quel palazzone c'è l'ostello dove ho dormino, insieme a ExSpalla ed a un romano surfista, rastafariano e psicotico, la prima notte che ho calcato la terra basca. pioveva, era lunedì ed era notte. faceva un freddo il tipico freddo che poche volte hai sentito in vita tua, e il vento del mar cantabrico si infilava fin dentro i vichi del casco viejo.
in quella stessa piazza, nel telefono del bar sotto i portici, la voce del Tatuatore mi ha detto che era finita, perchè non ce la faceva più... o forse ero io,a dirlo... non ricordo...
nella leggera depressione di quella stessa piazzetta, LaPianta e io passavamo pomeriggi interi a schivare il tipico bambino basco, tipicamente schiato a terra a mangiare il tipico panino con la tipica frittazza di patane e il salame.
sotto l'orologio al lato del chiosco l'ExSpalla mi ha detto di non volermi più tra i coglioni.
in quella stessa piazza ho visto una improbabile Pigneri vestita da cappuccetto rosso, danzare ubrica di sidra e di se stessa, sotto la pioggia sottile di sempre, dietro una banda qualsiasi. di sempre!
lungo quel boulevard abbiamo inseguito, preoccupati, MonFrere, ubrico di sidra e basta, che fuggiva dietro alle ragazze belghe.
lì ho percorso miglia e miglia, la sera, schivando le copiose pisciate, scalando las calles della parte vecchia, malferma, nei miei sandali, aggrappandomi al braccio di Ben.
ed in uno delle infinite stradine perpendicolari al Chilometro, che sin intrecciano dietro questo slargo, una sera, in un bar, l'Uomo mi ha passato un braccio attorno alle spalle, e mi ha spinto la testa indietro, dolcemente, con una mano, per darmi un bacio.
e quel braccio è ancora lì.
nonostante i cedimenti, e i tremori, quel braccio è ancora lì.
come l'ostello. anche lui è ancora lì, e i nuovi erasmus hanno passato la prima notte lì anche quest'anno. e ci sono ancora le quasi-ex-parejas che litigano per telefono, e bambini che mangiano pintxos seduti a terra. e LaPianta che va in bici, e MonFrere che corre su e giù per le strade.

e Ben continua a offrire il braccio, alle sue nuove coinquiline malferme. anche se le sigarette, quelle, non le offre più. e LaPigneri continua a ballare, dietro le sue mille bande di percussionisti scalzi.

ma soprattutto sul boulevard, a donosti, ci sono ancora i cortei che cantano l'eusko gudariak, con il braccio sinistro alzato.

non voglio andare in paradiso, se mi daranno la sidra all'inferno!

in foto _ i contatti di MonMarì con la corpi antisommossa della polizia basca. nell'immagine in questione, l'Ertzaintza sta gentilmente chiedendo al baldo ciovane di buttare la canna. le sue intenzioni sono pacifiche e i suoi modi cortesi e raffinati.
non fatevi fuorviare dalla stazza del robocop (2m e 10 x 100 kg + 20 di armi) in confronto con quella di MonMarì (10 kg bagnato, e con la merenda in tasca, + 3 d capelli), nè dal mitra appeso al collo, regalo della mamma per natale, che lui continua a portare sul posto di lavoro perchè, in fin dei conti, è una brava persona!
ascoltando _ "eusko gudariak", l'inno basco, 1932

Siamo i combattenti baschi

arrivati per liberare Euskadi

Generoso è il sangue

che verseremo per lei

Si ode un grido

dalla collina

Andiamo tutti

dietro l'Ikurriña!

Contro i fascisti

Euskadi si alza in piedi

andiamo tutti a liberare

la nostra patria!

Siamo i combattenti baschi

arrivati per liberare Euskadi

generoso è il sangue

che verseremo per lei.

Test: José María de Garate _ modificato da Alejandro Lizaso Eizmendi

Musica: Atzo Bilbon nengoen _ dalla canzone popolare basca, "Ieri ero a Bilbao"

and who's wearing trousers here?

Le grandi guerre che Luigi XIV ebbe a sostenere durante il corso del suo regno, nel mentre sfinirono le finanze dello Stato e le risorse del popolo, diedero segreta occasione di arricchire una enorme quantità di quelle sanguisughe sempre a caccia delle calamità pubbliche che provocano invece di attenuare, e ciò per trane maggiori vantaggi. La fine del regno, fin allora sublime, fu forse fra le epoche del potere francese in cui più si videro nascere queste oscure fortune, che brillano solo del lusso e della crapula, dissimulati quanto loro. Fu verso la fine di quel regno, e poco prima che il reggente tentasse, con il famoso tribunale noto sotto il nome di Camera di Giustizia, di far rivomitare il maltolto alla moltitudine di disonesti esattori, che quattro fra essi immaginarono la singolare crapula di cui intendiamo rendere conto.


de Sade _ Les 120 journée de Sodome



Ha detto il revisore, sì, il nome di questo segno è deleatur, lo usiamo quando abbiamo bisogno di sopprimere e cancellare, la parola stessa lo dice, e vale sia per le lettere singole che per parole intere. Mi ricorda un serpente che si fosse pentito al momento di mordersi la coda. Ben detto, dottore, davvero per quanto siamo aggrappati alla vita, perfino una serpe esiterebbe dinanzi all'eternità. Mi faccia il disegno, ma lentamente. È facilissimo, basta prendere il verso, guardando distrattamente si pensa che la mano stia tracciando un terribile cerchio, invece no, noti che non ho chiuso il movimento qui dove l'avevo incominciato, ci sono passato accanto, all'interno, e adesso proseguirò verso il basso fino a tagliare la parte inferiore della curva, infondo sembra proprio la lettera Q maiuscola, niente di più. Che peccato, un disegno che prometteva tanto.

saRaMago (da un passato... lontano lontano lontano...) _ Historia do cerco de Lisboa



Efficace la frase. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perchè voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente, le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare glauco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violetti del tramonto: tutta questa rettorichetta a base di golfo e di colline fiorite, di cui noi abbiamo già fatto e oggi continuiamo a fare ammenda onorevole, inginocchiati umilmente innanzi alla patria che soffre; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata per racconti di miserie. Ma il governo doveva sapere altra parte; il governo a cui arriva la statistica della mortalità e quella dei delitti; il governo a cui arrivano i rapporti dei prefetti, dei questori, degli ispettori di polizia, dei delegati; il governo a cui arrivano i rapporti dei direttori delle carceri; il governo che sa tutto: quanta carne si consuma in un giorno e quanto vino si beve in un anno, in un paese; quante femmine disgraziate, diciamo così, vi esistano, e quanti ammoniti siano i loro amanti di cuore, quanti mendichi non possano entrare nelle opere pie e quanti vagabondi dormano in istrada, la notte; quanti nullatenenti e quanti commercianti vi sieno; quanto renda il dazio consumo, quanto la fondiaria, per quanto s'impegni al Monte di Pietà e quanto renda il lotto. Quest'altra parte, questo ventre di Napoli, se non lo conosce il Governo, chi lo deve conoscere? E se non servono a dirvi tutto, a che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, a che questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto? E, se voi non siete la intelligenza suprema del paese che conosce e a tutto provvede, perchè siete ministro? Vi avranno fatto vedere una, due o tre strade dei quartieri bassi, e ne avrete avuto orrore. Ma non avete visto tutto, i napoletani stessi che vi conducevano non conoscono tutti i quartieri bassi. [...] Sventrare Napoli? Credete che basterà? Vi lusingate che basteranno tre o quattro strade, attraverso i quartieri popolari, per salvarli? Vedrete, vedrete, quando gli studi, per questa santa opera di redenzione, saranno compiuti, quale verità fulgidissima risulterà: bisogna rifare! Voi non potete sicuramente lasciare in piedi le case che sono lesionate dal'umidità, dove al pian terreno vi è il fango e all'ultimo piano si brucia nell'estate e si gela nell'inverno. [...] Voi non potete lasciare in piedi le case nelle cui piccole stanze sono agglomerate mai meno di quattro persone, dove vi sono galline e piccioni, gatti sfiancati e cani lebbrosi; case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove gli altri dormono e mangiano; case in cui i sottoscala, pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria, sotto il livello del suolo. Voi non potete lasciare in piedi certe case dove al primo piano vi è un agenzia di pegni, al secondo si affittano le camere agli studenti, al terzo si fabbricano fuochi artificiali; e certe altre, dove al pian terreno vi è un bigliardo, al primo piano un albergo dove si pagano tre soldi a notte, al secondo una raccolta di poverette, al terzo un deposito di cenci. Voi non potete sicuramente lasciare in piedi i cavalcavia che congiungono le case; né quelle ignobili costruzioni in legno che si sospendono a certe muraglie di case, né quei porticini angusti, né i vicoli ciechi, né quegli angiporti, né quei supportici; voi non potete lasciare in piedi i fondaci!

Per distruggere la corruzione materiale e quella morale, per rifare la salute e la coscienza a questa povera gente, per insegnare loro come si vive - essi sanno morire, come avete visto! - per dir loro che essi sono fratelli nostri, che noi li amiamo efficacemente, che vogliamo salvarli, non basta sventrare Napoli: bisogna quasi tutta rifarla...

maTiLde seRaO (lei sì, che aveva i cogliono sotto sul serio) _ il VeNtrE di NaPoLi



fratemo gianni, che voi comuni mortali conoscerete come "il commissario De Gennaro", prima di levare mano si è fatto due conti, e ha concluso che "dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno". il che significa (per i non adusi ad ascoltare questo linguaggio tecnico da leccatori di orifizi anali) che entro il 5 luglio saremo nuovamente sommersi dagli avanzi dei nostri polli, dai nostri fondi di caffè e dai nostri assorbenti usati. da oggi al 5 luglio mancano 69 giorni.

le soluzioni sono due: o smettiamo tutti in blocco di mangiare polli, farci i caffè e avere le mestruazioni (ma la vedo molto improbabile perchè a me, il pollo, mi piace assai!); oppure si deve solo pregare i misteri della fede perchè SuperSilvio stenda la sua lunga mano guantata su napoli, e provveda alla bisogna.

MiaMatre, che per più di 40 anni ha votato radicale, l'ultima volta ha messo la crocetta sulla casellina dell'AmicoSuperSilvio. Quando, inorridita, le ho chiesto se voleva del prozac, MiaMatre mi ha risposto qualcosa del tipo: "so quello che faccio! quello l'AmicoSuperSilvio mo viene a levare la monnezza! ". Per adesso, l'AmicoSuperSilvio si è solo pigliato il caffè a VillaLucia, sotto la floridiana, al vomero...

il sito di Repubblica dice "Soltanto 69 giorni per evitare una nuova crisi urbana che potrebbe non risparmiare a Napoli e alla Campania patologie infettive degne di altri secoli." Io spero scenda una di quelle belle epidemie di colera come non se ne vedono da un centinaio di anni.

laFonteDiOgniSapere, definisce il colera come: "malattia infettiva del tratto intestinale, caratterizzata dalla presenza di diarrea profusa e vomito, causata da un batterio Gram-negativo bla bla bla..."

bene: allora io spero fortemente nella scesa di una di quelle epidemie di colera come non se ne vedono da cent'anni, dimodocchè tutta la popolazione di questa regione di merda, me compresa, possa affogare nella sua diarrea profusa.

vabbè... ma alla fine sono cazzi vostri! tanto, io espatrio!

Più tardi, quando si è lontani, ci si accorge che queste strade vi sono care, che questi tetti, queste finestre, queste porte vi mancano, che questi muri vi sono necessari, che questi alberi sono i vostri prediletti, che in queste case si entra effettivamente tutti i giorni, e che si è lascito parte delle proprie viscere, del proprio sangue, e del proprio cuore sui selciati di Parigi.
HuGo _ MiSeraBLes: l' inTesTin du LeViaTHan

mistero della fede, amen.

ascoltando (dal myspace di livio) _ LiviNg in tHe PaSt, tHe cHoColaTe waTch baNd

in foto _ ViLLa LuciA