domenica, marzo 9

pRiMo aMore...

mi sono accorta di una cosa angosciante: io sono sempre uscita con disegnatori... io esco sempre con disegnatori!
disegnatori in tutte le loro espessioni... graffitari, aerografisti (si dice!?), animatori, tatuatori, illustratori, fumettisti...

chiunque sappia tenere una matita in mano ha libero accesso al mio letto.

come va interpretata, questa cosa?!

cercando la risposta, mi rifaccio gli occhi...





animatori francesi... tutto un nuovo mondo da cui attingere...

bisoGno di poSt _ ovvero: s'è stuDiaTo TRoppo e sCritto troPPo poCo

Sono tornata dopo tempo immemore alla mia città natale, Caserta. Un posto così di merda che, quando scrivo “caserta”, con la minuscola, su word, il controllo ortografico non mi corregge mettendo la C maiuscola... me lo segnala direttamente come errore!

Giustamente, per accogliere il ritorno della figliola prodiga, la nostra buona stella ha gentilmente organizzato un funerale. Una persona che non conoscevo.
O meglio: una persona che non conoscevo, vicina ad un’altra persona che, invece, conosco come il binario che si vede dalla finestra di camera mia.
Ergo: tutti insieme sabato mattina alle 10 in chiesa.
Vestitevi di scuro.
Dimentica di tutto e tutti, mi mummifico in una sciarpa verde acido e mi avvio sotto la pioggia, che si era così affezionata a me, nei paesi baschi, che mi ha voluta seguire. Non me la ricordavo così piovosa, Caserta, prima dell'euskal herria
In chiesa siamo noi, noi di sempre, seduti in un banco in fondo. Non c’è nemmeno bisogno di parlare. Siamo sempre noi, uguali a noi stessi e costanti ai nostri difetti da quando avevamo 14 anni. Abbiamo in calli l’uno in corrispondenza degli spigoli dell’altro.
Manca solo uno, ma lui, oggi, deve sedere al primo banco. Alla fin fine noialtri siamo tutti qui per affermare che ci dispiace di non poter sedere con lui oggi. La morte ha tanti strani riti.
Alcuni li odi.
Altri, invece, sono spontanei. Li faresti anche se non fossero rituali.
Ci guardo.
Levio
, LaPeba, Kuji, LaSalopè. Seduti in un banco di chiesa, vestiti di scuro.
Starno senso di vuoto e di pieno, allo stesso tempo.

Non so come facciano le persone a vivere nella zona industrial della mia città. È una zona grigia e vuota riempita da un umanità formicolante, rada, grigia e surreale. Al dì la della bruttezza e della mancanza di armonia di quello che stanno costruendo… al di là dell’angoscia dei mega alberghi (ma chi cazzo ci verrà mai a dormire) e del policlinico in eterna costruzione (policlinico universitario?!?! A Caserta?!?! Scusate… ma ve ne fate un idea?!?!)… delle caserme varie ed eventuali e delle case ad alveare…

vabbè, mi redo conto che queste cose possono, magari, saltare agli’occhi solo ad addetto ai lavori (c'è tanta gente che vive guardandosi fisso gli alluci!)...

ma non ci vuole certo renzo piano per rendersi conto che, forse, sarebbe meglio abbattere le vecchie fabbriche, prima di mettersi a costruire un quartiere nuovo!

Risultato: a caserta c’è un quartiere molto BladeRunner dei poveri.
L’albergo, una voragine profonda almeno 20 metri, la cittadella dove stanno asserragliati, in assetto da guerra, i vigili urbani, delle case, un cementificio, un asilo nido malinconico, un bar, una ciminiera...
Il concetto di “BladeRunner dei poveri” dsi trasforma magicamente in “BladeRunner dei terroni”, quando passa qualche pecora, scappata da una delle cascine sopravvissute qua e là, dove il tipico contadino millenario campano si ostina a pascersi le pecore nel cortile. Felicemente ignaro di cosa sia una rete wifi, un mocassino di prada, una texture di photoshop, la crisi della monnezza, barak obama, l’ecole di belleville, una preservativo vaginale eccecc.

Alla fine tutti cerchiamo equilibrio, ma io, a volte, penso che per una qualche strana ragione ambientale-ereditaria, non riuscirò mai ad esserlo. Come fai a nascere in questi posti, senza sbandare?!
Dalla finestra della cameretta in cui dormo e sguazzo da quando avevo 12 anni si vedono 2 binari. Frequentando assai la stazione per via della maledizione che la strega cattiva mi fece quando nacqui (vivrà felice fino a 17 anni, poi improvvisamente si pungerà con il fuso di un arcolaio e diventerà pendolare) mi sono resa conto che uno dei due binari è morto. Non ho mai capito quale dei due. Semplicemente non voglio mettermi a verificarlo.
Mi piacerebbe schiattare con questo dubbio, grazie!

Camminando per caserta alle 9 di sabato sera devi far attenzione a non calpestare le comitive di 14 e 15 e 16enni con ritirata a mezzanotte che migrano in stormi tra i vari baretti di caserta dove anche noi migravamo in storni quando avevamo 14 e 15 e 16 anni e la ritirata a mezzanotte.
Solo che loro lo fanno in maniera irritante!

Pensi a LaSara e ti fai un conto di massima per stabilire quanti di questi adolescenti in carriera se li porterà via l’eroina prima dei 25 anni.

Manca aria, mi sa che stasera non esco.
Mi sa che stasera non mi va di vedere come Caserta vive la sua vita.
Mi sa che stasera chiamo LaFranca.
Mi sa che stasera torno a Napoli.
Va bene: torno a Napoli!
Certe sere, tipo il martedì, alle 10. Napoli sembra una città finta. Soprattutto se piove!
A piedi, a quell’ora, in giro per Napoli ci sei solo tu e un tot di attacchini. Ci sarebbero anche un tot alla quinta di spacciatori e compratori… ma quelli non li vedi, visto che i primi, se ne stanno rintanati nelle basi, e i secondi, scivolano silenziosi lungo i muri…
Napoli, alla sera infrasettimanale. Città di attacchini…
Manifesti di centri sociali, contro l’aborto, concerti, dancehall reggae, giovedì universitari e serate erasmus
Napoli è una città viva perchè c'è un esercito di attacchini che ogni sera, si organizza per raccontarle quello che c'è da vivere, il giorno dopo.

Silenziosi, affaccendati, di età indefinibile, compresa comunque tra i 16 e i 66… strana razza gli attacchini! Scorazzano con le loro scope e i loro manifestini di vario grado di bellezza e arrangiume. Arrivano in un posto, attaccano il loro bel fogliettazzo, tipo cane che marca l’angolo con la pisciata, e poi tirano dritto.
Il tutto, parlando fitto fitto tra di loro. Di cosa, non si sa.
A volte becchi certi discorsi innocui ("allora io le ho detto di dirgli di riferire a quello...") pesanti ("io penso che noi tutti in definitiva dovremmo"), surreali ("allora: c'è la soglia, la mezzasoglia e la soglia marina...")...
Alcuni attaccano, altri staccano cose messe lì più o meno di fresco, per poi attaccare ancora altri fatti sopra. E' un circolo vizioso che non si sa chi abbia cominciato nè perchè... dicono sia scritto nelle pergamene del MarMorto.
Loro però sono troppo carucci... Sembrano tanti piccoli animaletti intenti a desquamare e a ricostruire la pelle della città.
Immagini tutto un mondo di guerre intestine e agguati e attentati e appostamenti. Immagini duelli all’arma bianca per l’ultimo pezzo di muro libero.
Mentre, su Napoli, continua a piovere senza fregarsene di niente.
Napoli ha uno strano odore, quando piove. La napoletana più napoletana che conosco, una sera non meglio identificata prima di tutto il bordello della mondezza, mi ha detto che Napoli, quando piove, puzza. Non è che sia proprio puzza… è un odore particolare, un po’ dolciastro. Comprendo che possa non piacere.
A me, sinceramente, piace.

Raccattando LaFranca che scivola sui sampietrini ogni 3 o 4 bestemmiando pesantemente la madonna e il bambino (a Napoli, quando piove, il numero di eresie tocca picchi storici) saliamo da Wolli e Padrone.
Grande casa, grande coinquilini, grande palazzo storico, grande vicariello! Di quelli con la base in fondo. Di quelli stetti e lunghi come budelli, e in salita. Di quelli con il cavone in mezzo e la madonnina nell’edicola all’angolo. di quelli con le bucce di frutta e verdura a terra, anche se lì non c’è mai stato un negozio di frutta e verdura.
Insomma, il classico vicariello del centro storico in cui tutti i turisti sperano di passare, quando arrivano a Napoli, ma in cui non vengono fatti passare mai!

Bella stanza, con le pareti viola.
Ricorda quella in cui sono cresciuta… mancano solo i binari. Il prezzo e buono.
LaFranca, la prediamo? LaCugina, non lo so… magari anche si. Va bene, se ne riparla.
Sfilo via. Torniamo a casa col bottino.
Ma io già penso a come mettere i cuscini sul divano. E fuori continua a piovere.

Tre settimane fa avevo davanti una vita pseudo coniugale in un monolocale a Parigi, in zona SanMartin, una tesi di laurea discussa in francese, un storia d’amore grossomodo totale e definitiva con uno schizzato cannabinoide che un giorno, in un pizzo di mondo insospettabile, mi aveva svegliato da un letargo durato 4 anni e girato come un calzino.
Due settimane fa ero cornuta, single, bulimica e con gli esami arretrati e un pesantissimo Analisi matematica 2, trascurato a bistrattato, che pesa sulla mia coscienza e se ne sta lì, con i pollici infilati nella cintura, molto western, dicendo “alla fine ci rincontriamo…eh?!”.
Una settimana fa ho smesso di fumare ma sviluppato una critica e costosa dipendenza da vari stupefacenti, tra cui il vino nero di paese. Ho scoperto la sambuca, cosa che mi ha rovinato!

Questo weekend ho trovato un appartamento per andare a vivere a Napoli, a settembre. Ho fatto 5 esami in 4 settimane: ho preso tre 30, un 28 e una idoneità di inglese della mischia, rubata raccontando (alla totò e peppino) la mia disastrosa situazione sentimentale. Ho organizzato gli esami che avevo lasciato in sospeso. Ho contribuito a un trasloco. Continuo a drogarmi, a piangere e a fare telefonate, ma per questo credo ci voglia un po’ di più. Mi sto organizzando per partecipare al festival dell’immagine digitale di Torino. Ho comprato un biglietto per Lione, fra 10 giorni, dove non so bene cosa vado a fare, ma spero di tutto. Sono uscita, mi sono ubriacata, ho fumato, ho suonato, ho conosciuto gente nova.
In alcuni momenti sono stata addirittura felice.

Per continuare a citare LaPigneriInLove:
“ L'unica disciplina in cui dimostro costanza?"


LaPigneri, io so semplicemente rialzarmi... Non arrivo mai a essere stabile… ma almeno riesco a mettermi in piedi.
La cosa che mi angoscia, è la rapidità, con cui riesco a farlo…


ascoltando _ HorSes . PaTTi sMitH

in foto _ La NewEntRy dellA mIa diSCesA VerSo La FoLLia :
CLaRA... La mIa PaLLa dA ConTaCt

non posso dire nulla riguardo l'esistenza o meno di un senso cubico...
ma sul senso sferico,
su quello ci posso anche mettere le mani sul fuoco

domenica, febbraio 24

cammino per la città come in un sogno.
le stampe, i disegni.
dipartimento: consegnare questo documento a...
ma dov'è che dovevo andare?

l'aria ha uno strano sapore...
perchè ero uscita di casa? dove stavo andando?!

forse sto fumando. o forse sto studiando troppo. o forse, semplicemente, sto aspettando troppo.
da troppo tempo.
ma alla fine non è poi così grave.
alla fin fine io vivo bene con la pelle che mi porto addosso.

certo quando ti svegli la mattina, e appena apri gli occhi ti schiaffeggia la consapevolezza di quello che ti sta succedendo intorno.
e poi passi tutta una giornata seduta davanti a un pc, bruciando dentro...
bhè...
quando arrivi alla sera ti rendi conto che, in fin dei conti, è solo colpa tua se stai così.
alla fin fine, te la sei cercata fin dal primo momento.
e lì ti dici che alla fin fine non ti è dispiaciuto, alla fin fine non ti dispiace.
e hai quasi la certezza, che qualsiasi cosa è successo, stà succedendo, e succerà, non ti dispiacerà mai.
alla fin fine ti piace essere così.
così volubile-drammatica-isterica-patetica-primadonna-paranoica-autolesionista...

io, alla fin fine, vivo in pace con la pelle che mi porto in giro.

si, va bene, con questi ritmi non si può andare avanti.
si, va bene, ormai sono apertamente in caduta libera!
ma quando ti trovi a litigare su msn, poi per telefono, piangendo e gridando e odiando e mandando a cagare... e dopo 10 minuti ti trovi con 100e passa euro in meno, e un biglietto andata e ritorno per Lione in mano....
bhè...
lì non c'entra la caduta libera...
errare è perfettamente normale, per un essere umano...
ma in quei momenti non ti senti nemmeno, con precisione, un essere umano!

ho visto il sole sorgere e tramontare per 3 settimane di fila, attraverso il balconcino di camera del LaFranca, che dà sul porto (non LaFranca... intendevo il balconcino).
adesso anche il balconcino ha i giorni contati: fra un paio di giorni LaFranca trasloca.
ho visto gente costruire sogni più grandi dello stesso porto di napoli, e vederli crollare nel giro di un fine settimana.
ho visto penelope e il suo uomo tessere una tela infinita e piena di ricami durante mesi e mesi, attraverso 3 stati e 2 università, 3 lingue e una ventina di esami.
ho visto penelope e il suo uomo tessere fianco a fianco, fissando lo stesso punto del ricamo per mesi e mesi, senza nemmeno bisogno di guardarsi. sentendo la presenza dell'altro accanto. stringersi le dita per un attimo, quando si sfioravano casualmente, tra i fili dell'ordito.
e poi riprendere a tessere.
ho visto penelope continuare a tessere da sola, la notte, mentre il suo uomo dormiva tranquillo il sonno delle persone pacifiche. il sonno di chi non si tormenta.
l'ho vista stanca e depressa e svilita e sfiancata, ma l'ho vista tirare un piede fuori dal letto, accendere una candela e rimettersi a sedere, davanti al suo telaio.
ho visto penelope disfare i punti tessuti male e ripeterli ancora, e ancora, e ancora... fumando una sigaretta dopo l'altra, bevendo caffè nero bollente e amaro per tenersi verticale... agognando alla perfezione del disegno finale.

e ad un tratto ho visto la tela disfarsi, improvvisamente, dal nulla.
ho visto qualcuno tirare un angolo, e o visto la tela strapparsi e venir via a pezze...

e ho visto penelope inorridire, bruciare, consumarsi...
nella terribile consapevolezza che, forse, mentre il suo uomo dormiva... forse lei, per la stanchezza, è andata avanti ore e ore tessendo l'aria.

nelle ultime tre settimane non ho dormito più di 4 ore a notte.
ho terminato un book di quasi 100 pagine che mi ha rubto ore e ore e giorni di lavoro, e che mi sarebbe servito per l'iscrizione e il trasferimento all'università di belleville. ho preso un chilo, mi sono mangiata tutte le unghie, mi hanno trovato un polipo al collo dell'utero. mi sono tagliata i capelli, ho fatto 3 esami prendendo due 30 e un 28, sono stata tradita, lasciata, svilita e umiliata... ho visto la tela disfarsi fino all'ultimo punto, e il suo disegno rimanere in sospeso in aria qualche momento. vibrare.
per quel bastardissimo scherzo di natura secondo cui i tuoi occhi conservano l'immagine per un tot di secondo...

non ci avrei mai creduto... ma, certe volte, mi manca davvero tanto l'oceano!

pHoTo: live dal blog d' ErBongia
aScolTando: GiuSePPe veRdi _ meSSa di reQuieM: diEs iRae

"Dies irae, dies illa, dies tribulationis et angustiae, dies calamitatis et miseriae, dies tenebrarum et caliginis, dies nebulae et turbinis, dies tubae et clangoris super civitates munitas et super angulos excelsos."

"Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d'allarme sulle fortezze e sulle torri d'angolo. "

sono poche le cose che riescono ad essere epiche come le onde dell'atlantico sul paseo nuevo, in inverno.

venerdì, febbraio 22

oDe to...

"Ce pigeon est aimé
Trois jours par sa pigeonne
Ça lui suffit il sait
Que l'amour n'a qu'un temps"
pues...
el conejo blanco se ha muerto. no tiene mas niguna direcion que indicar...
No hay camino. No hay programos.
A su entierro habia solo una chica, pliada en la tierra. Bajo un paragua, como en las pelis...
fue yo!
Quizas un dia me casarè con el cantador de los marlene kuntz... ha siempre sido el hombre justo en el momento justo... Ha tenido la capacidad de poner, en palabras, lo que yo se comunicar solo en lagrimas...

Es un problema de calidad
Tu presencia,
Tranquilizadora y ipnotica
Me fascina
Y juega con mi cabeza
Y deja solo pocas migajas.

Y yo quiero dárlo a ti,
Guardián amable
De las miradas que
Te dedico
Entre la locura y el éxtasis
De los orgasmos magnificos.

Porquè ti sabes como hacerme salir de mi,
De la jaula dorada de mi lucidez;
Y no quiero saber cuando, como y porque
Esta maravilla llegará a su final.

Musa: inspíreme!
Musa: protéjame!
En cada hora...

Me fascina y esto me secuestra
Tu joven
Sagesse incomparable,
Y la elegancia de cada tu intención
Es encantadora.




Y cuando te juntas a mi

Sabes ser
Deliciosamente excesivo
Y indocil
Cultivando tus ganas
Sobre mis avideces.

Porquè ti sabes como hacerme salir de mi,
De la jaula dorada de mi lucidez;
Y no quiero saber cuando, como y porque
Esta maravilla llegará a su final.
Y ti sabes como cogerte el mejor de mi,
Poniendo en una esquina mi irritabilidad;
Y no quiero saber cómo lo consigues y porquè:
Es una maravilla y hasta que sigue aprovechamos de esto, juntos!

Musa: inspíreme!
Musa: protéjame!
Musa: conduceme!
Musa: adorame!
Musa: nos aprovecharemos juntos.

Quiero, necesitarte
Como el agua confortable..
Quieres necesitarme?
Encontraras tierra fertil.


estoy feliz!
estoy feliz del hecho que, simplemente, te he encuentrado!


musica:
MaRlene KunTz _ MuSa

como decia la reclama de coches a pais vasco?!?!...
" el corazon, siempre tiene rason! "

en foTo :
dos personas, dos companero de viaje fuera de fuego, fuera de tiempo...
pero, hasta que consiguo de recuerdar, las fotos no se borran! hasta que voy a recuerdar, no vamos a desapaecer completamente.

"A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage..."


... estoy fan de tuus ojos...
ode to... ode to... ode to le petit leon...



giovedì, febbraio 21

Ma lei lo amava davvero. O almeno, io ci credo. So esattamente cosa significa. Amare qualcuno che non lo merita, perchè è tutto ciò che hai. Perchè un'attenzione qualsiasi è meglio di nessun attenzione.
Per lo stesso motivo, c'è uno strano senso di appagamento nel tagliarsi e sanguinare. Una di quelle giornate grigie, quando le otto di mattina non sembrano diverse da mezzogiorno, quando non è successo niente e niente succederà, quando stai lavando un bicchiere nel lavello e il vetro si rompe e - accidentalmente - ti incide la pelle.
E ora c'è questo rosso scioccante, la cosa più luminosa della giornata.
Sgorga così intenso, il tuo sangue, che sembra vibrare.
A volte non è poi male che succeda. Almeno sai di essere vivo...

"Correndo con le forbici in mano" _ AuGusteN BuRRougHs

Il coniglio bianco indica sempre una strada da seguire.
Il mio coniglio bianco indicava una strada da seguire. Ha tirato le cuoia, lo sfaccimma di coniglio...
Credo lo abbiano buttato sotto in un vicolo dietro Piazza Borsa, uno di quelli che scivolano paralleli al porto. O forse è semplicemente annegato, domenica sera, sul fondo di un bicchiere i vino acido.
I bianconigli esistono per indicare, per farsi seguire. Quando non c'è più niente da indicare, quando alla fin fine non c'è veramente un posto dove andare... quando non c'è più un piano, un programma, una direzione da seguire... il bianconiglio realizza da solo che non ha più senso di esistere.
Immagino Alice nel paese delle meraviglie, con il coniglio bianco che, invece di correre "è tardi è tardi", se ne sta seduto su una pietra e si guarda i piedi perchè alla fine non ha un cazzo da fare, e non ha nessuna fretta...
Duecentoepassa pagine del libro più palloso della storia... Alice che raccoglie margherite, Alice che corre dietro alle farfalle, Alice che fa merendo con paneburroemarmellatadifragole, e il bianconiglio che cazzeggia... si gratta una natica, pensando che dovrebbe trovare un sasso più comodo... ma tanto non c'è fretta...

No... vabbè... così non è dignitoso!
E allora che succede ai conigli bianchi che non hanno più un posto da indicare? Evaporano?
No: troppo poetico! Ci vorrebbe qualcosa di un po' più concreto.

Allora, facciamo così:
Quando un coniglio bianco non ha più niente da indicare, si vende la cipolla a uno di quei negozietti claustrofobici che squagliano l'oro (il bianconiglio sa dove andare, in gioventù non girava mica col panciotto e monocolo!) e col ricavato si compra una bottiglia di GlenGrant (perchè in fin dei conti, il bianconiglio è uno fine!).
Dopodicheè se ne va a testa alta nel grande cimitero dei bianconigli, dove lo attende una morte rapida e incosciente, stroncato da una cirrosi fulminante (provateci voi a far bere una bottiglia intera di GlenGrant a un coniglio!).
Nel frattempo, ALice stappa la seconda bottiglia di Solopaca: lei non aveva cipolle da squagliare!
Ad ALice resta solo il bicchiere, con i suoi sogni che nuotano sul fondo... come le mosche nella Sambuca.
Con la speranza che oltre la sbronza ci sia la grande lezione.
E, dopo la grande lezione, ci sia una allegra discarica alla Simpson, con i copertoni che bruciano... dove buttare tutti i segni che le era sembrato di aver letto nelle sue carte, la notte di capodanno.

ascoltando: tHe SloW DruGs _ pJ HaRvEy
foto: per la serie "uno non ne bastava?"
p.s.
mi serve della soda caustica per sfigurare una troia.
pago in contanti.

martedì, febbraio 19

scusate... ma chi aveva detto che la crisi stava rientrando?!?


















"vilipendio al tricolore" è sempre stato il mio reato preferito!

venerdì, febbraio 1

Cri è incinta. Cri aspetta un bambino. Cri avrà un bambino...
Perchè lo avrà... questo ormai è deciso!
Cri è decisa, Cri è sicura, Cri sa quello che fa.
O magari non lo sa, non ne ha assolutamente idea... ma sa che al momento opportuno capirà quale sarà la cosa giusta da fare!
Cri oggi è venuta all'università con una minuscola foto: la sua prima ecografia!
Si vedeva solo un puntino bianco, nel mezzo del casino più totale.
Quello è il bambino di Cri!
Non ha ancora un nome, ma la cosa certa è che Cri ha 25 anni, un uomo, una carriera universitaria che è un casino. E un bambino, in arrivo. Per quanto me lo possa ripetere, è difficile da realizzare.
Cri guarda Fiore, camminano sulla strada di casa, si tengono per mano... Lo guarda e pensa "è lui!", ma non lo dice. Perchè certe realtà sono troppo fragili e troppo stupendamente (o stupidamente) utopiche, per correre i rischio di rovinarle.
Fiore guarda Cri e non so che pensa. però penso che, dentro dentro, stia rispondendo "si, lo so che sono io!".
LaCugina guarda L'Uomo, attraverso le nebbie di una webcamerina comprata in offerta, e gli grida in faccia "sei tu!".
L'Uomo la guarda e risponde "io non so se sei tu!".
LaCugina ha la metà degli esami e una media del quasiventinove. Non ha bambini in arrivo nè ecografie nel portafogli. LaCugina è profondamente organizzata, inderogabilemente calcolatrice e stratega nata. Oltre che profondamente infelice e clinicamente torpida... LaCugina ha grandi piani e grandi programmi. LaCugina ha già tutto pronto. LaCugina sì, che ha capito tutto della vita...
LaCugina ha tutti i capelli bianchi, 2 cisti ovariche tentacolari, una seria dipendenza dall'alcool e una voce catarrosa da transessuale ultrafumatore ultaquarantenne.
Oltre alla schiacciante sensazione di essersi persa qualcosa, durante la lezione in cui spiegavano come si fa a stare in pace con se stessi.





aBraMo (il mio mp3) passa _ NoiR DesiRe _ CommE eLLe VieNt


"Ca vous fait quoi d'être au milieu?
Hé camarade
Si les jeux sont faits
Au son des mascarades
On pourra toujours se marrer
Et dans tout le long des courants d'air
On voit des amoureux
Qui savent encore changer leurs nerfs
En un bouquet délicieux
On en aura des saisons
Des torrides et des blèmes
Je peux encore garder ton nom
Je peux aussi dire que j'l'aime"