giovedì, maggio 28

good news


alcuni periodi li passo solo ed unicamente a cercare di scansarmi i numerosi fuossi che mi si aprono sulla strada. altri periodi, invece, mi ritrovo a desiderare e aspettare speranzosa un fuosso, tanto per movimentare un po' il percorso.
la noia mi pervade. la noia e la disperata voglia di andare in bici da qualche parte, a fare una qualsiasi cosa.
poi, ogni tanto, succede qualcosa... stamattina ci sono un paio di buone notizie.
esistono persone che rinsaviscono da sole, e desistono, e ci sono cose nella vita e parti di noi che non ci deluderanno mai...
nel mio caso, questa parte sono le ovaie!

in foto : le mie ovaie
musica:
-the flaming lips, yoshimi battles the pink robots pt. 1
- slipknot, vermillion pt 1 (per ripigliarsi)

lunedì, maggio 25

le côté banal


no , non è come credi... non siamo persone tristi!
siamo solo persone inquiete!

cronicamente, inquiete, per dirla proprio tutta!
ed il problema è che abbiamo creduto forse troppe volte di aver trovato la pace. e troppe volte ci siamo semplicemente accorti che non era vero.
ma, forse, la cosa più grave e più grandiosa è che continuiamo a farlo: a convincerci di aver trovato la pace! ad aggrapparci a quei brandelli di esseri umani che incontriamo per strada...
è un po' come con la roulette russa.
e noi lì, che continuiamo a giocare. fermamente convinti che, alla fine, l'avremo buona!

"non vedo la paura vedo solo l'attesa
espressa in un eccesso di fragilità"
- tristemente, 24 grana -

provo sensazioni, e lo faccio con la stessa velocità con cui appassisce la bouganville, sotto casa mia.
certe verità si possono cogliere solo sul fondo del 4°bicchiere di johnnie... ed in una chiacchierata con un tamarro pescato a caso, in una triste domenica notte. fuori al jarmusch!

c'è il tuo odore, tra le pieghe delle mie coperte.

musique:
anis, cergy LaStrega dj docet
ovvero: donne con memorie da elefante
photo:
napoli, dietro san domenico, la settimana scorsa
il nome del vico nn lo ricordo

.
mourir d'amour
n'est plus de mon âge...
.

domenica, maggio 24

17 sillabe




17 sillebe...
dicono è quanto basti per fare della poesia.
non sono mai stata capace di scrive haiku.
forse perchè, tendenzialmente, sono troppo prolissa.
bisognerebbe, drasticamente, usare meno parole.
il che implica la necessità di parlare di meno.
il che implica l'urgenza di PENSARE di meno.

alla fine, forse hai ragione: per strade imprevedibili, si arriva sempre alla stessa conclusione!


guardo nei fossi
penso che c'è vita
sotto le schiume




musica: follow you follow me, genesis
photo: rome.21.22.maggio
/ bizzarri weekend in trasferta

martedì, maggio 19

de profundis







" Orgoglioso per l'oggi, perplesso per il domani, terrorizzato per il dopodomani... ti mando le mie congratulazioni, sono fiero di te: BRAVA! "

-messaggio di mio padre-
-all'indomani del colloquio per l'ammissione a belleville-
-17 settembre 2oo8-








le soddisfazioni della vita non ce le leva nessuno!

la motivazione con cui le abbiamo ottenute, la determinazione che ce le ha fatte ottenere... quelle, tante volte, se ne vanno da sole!
il fottuto pianeta gira e gira e gira... e ai giorni seguono i giorni, le settimane alle settimane, i mesi ai mesi e, dopo un'estate, prima o poi, arriva sempre un'altra estate.
calda come quella di prima.
piena di zanzare, come quella di prima.

e, che ci si possa credere, anche tu sei quello di prima.
quello che cambia, come direbbero i fottuti ingegneri, è l'insieme a contorno...
metà maggio. di nuovo metà maggio.
faccio sogni strani e confusi... sogni violenti. alcune periferie sono semplicemente troppo uguali.
metà maggio. DI NUOVO metà maggio.
la macchina perfetta non si vuole mettere in moto, quest'anno! quella congiunzione astrale che permette a tutti gli eventi di incastrarsi ed incanalarsi nella direzione giusta, quest'anno, sembra non esserci.
le cose... a volte... a maggio, non succedono e basta!
metà maggio. di nuovo metà maggio: mezzoggiorno, un autobus, 32 gradi all'ombra.
ho passato 2 anni aspettando la scorsa estate. è passata in un battito di ciglia, senza chiedere il mio parere. me la sono semplicemente persa tra le maree di mont saint michel.
ho aspettato l'estate scorsa per 2 anni, e ho opposto resistenza con tutte le mie forze al passare di quest'ultimo perchè sapevo, e temevo, che maggio sarebbe tornato!
puntuale. torrido. polveroso. pieno di oleandri bianchi lungo il vialone. e di cattivi pensieri.
sono smodatamente felice e indecentemente malinconica allo stesso tempo.
sono qui da ottobre... ho provato ad andare via! ho provato come sempre a prendere aerei, a comprare i biglietti... ma niente!
si è rovinata la magia. rotta!
son salgo e scendo più dagli aerei e dai treni ogni 3 settimane. è un dato di fatto! sono con i piedi a terra da ottobre, e mi sento pesante.
fa male. in punti di me così profondi che nemmeno pensavo di possedere.
ieri ho cancellato il sito ryanair dai primi 5 preferiti. al suo posto ho messo facebook.
e questo, nella sua piccola e agghiacciante banalità, mi abbatte più di ogni altra cosa!
ho ancora attaccato allo zaino del pc la targhetta dell'ultimo volo ciampino-beauvais tillè. quando troverò la forza di non ignorarlo, di guadrarlo, lo staccherò. e lì, solo allora, sarà veramente finito tutto. ed io potrò dire "ho sempre tentato, ma non ci sono riuscita: pazienza!".

mi manco, mi manca la mia vita gitana del partire in fretta e con poco bagaglio... 2 mutande, lo spazzolino, marsupio e via!
mi manca la me di un anno fa!
la me che "dorme sul lato sinistro e sogna parigi"...

maggio: momento di fare i conti con noi stessi, i nostri programmi, e con i nostri fallimenti...
ho temuto questo giorno a lungo!
mi faccio 2 conti e mi rendo conto con orrenda semplicità che non sono più la donna del maggio scorso.
io sono qui: rimarrò qui. quella donna lì non sono più io!

ma chi sono, io?
sono questa davvero?
voglio davvero essere lei?

mi sento incastrata in uno di quegli episodi finali di neon genesis evangelion... quelli dove tutta l'umanità perde donsistena e le singole persone si sciolgono le une nelle altre, in una pappa amorfa. e da lì in mezzo qualcuno, improvvisamente, si chiede terrorizzato "ma adesso, io, dove sono?".

mi serve una mano, mi serve consistenza, mi serve motivazione... anzi, no!
più che una motivazione, a me serve un motivo!
de profundis clamo ad te...
mi serve un abbraccio. qualcuno che mi convinca che io, in fin dei conti, sono sempre la stessa.
mi piaceva cos'ero diventata! ci avevo messo tanto!
rivoglio la mia consistenza.
rivoglio la mia coerenza.
rivoglio le ali ai piedi.



ost:
breil .. orly
blonde redhead .. elephant woman
photo:
yoshi .. modif. by moi
leggendo:

joyce .. finnegans wake "il più grande capolavoro non letto della storia della letteratura"
movie:
neon genesis evangelion .. ep.26

lunedì, maggio 18


lunedì mattina: in balia della sottile linea rossa che divide il fancazzismo dal senso di colpa per la nullafacenza del wekend...
gente che riparte: mi sa che un po' me ne riparto anch'io!
è arrivato il momento: andare via, scappare... anche solo 2 giorni, o 3...
panorama nuovo, nuovi odori... andar via per riorganizzarse le idee lontano da qui. e tornate con il coltello fra i denti, pronta alla guerra.
gli esami non si studiano da soli. ed io fondamentalmente devo smetterla di crogiolarmi nel pulviscolo di queste mattinate africane.
vado a napoli...
mi porto arthur brown!

musica: arthur brown _ i put a spell on you
thanks to il MioAmicoMod
foto: non mia... il cazzeggio con photoshop invece si, quello è mio!

venerdì, maggio 15

stamattina mi sono svegliata alle 7:45...
si era organizzato di andare a mare.
mi sono svegliata, e fuori piove...
non lo faceva da metà aprile.

mi sono svegliata, e ho sentito un magone in gola. all'inizio non capivo bene cosa fosse...
ho bevuto caffè, acqua, succo d'arancia, ho fumato una sigaretta. ho mangiato millemila biscotti e mi sono fatta pure una fella di pane e marmellata. ho fumato un'altra sigaretta. mi sono fatta un altro caffè.
non scende, il magone!
guardo fuori, e non capisco.

poi me ne sono accorta.
improvvisamente, senza motivo... mi manca l'atlantico!
mi mancano le maree oceaniche, la sabbia doppia come granone, ed i gabbiani grossi come struzzi. mi manca il mare che è bello, quando c'è il sole, ma che diventa straziante e commovente quando piove e fa freddo. mi mancano le spiagge a soffietto che scompaiono verso le 6 e mi mancano i surfisti in lontananza e mi manca quel vento che tiene su i kyte e straccia gli aquiloni.
mi manca la neve sulla spiaggia. mi manca il rumore delle onde che rotola lungo il rivestimento del kursaal. mi mancano i loro occhi grigi gonfi di pioggia che piove-su-le-tue-ciglia-nere-che-par-tu-pianga.
mi manca passare in bici il rio urumea nero e gonfio, sotto la pioggia.
fermarmi, e guardare l'oceano che si accanisce contro il mondo.
e sapere che, lì in fondo, c'è solo l'america.

sono nata e cresciuta nella città delle cave. millanto di non aver mai avuto bisogno del mare.
ma l'anima mia è tiranna ed io, certe mattine, sono debole e blanda...
ed il pensiero che, due anni fa, in questo stato d'animo, sarei andata a bermi un caffè godendomi la marea, alla zurriola... questo pensiero, stamattina, proprio non riesco a mandarlo via!

image _ by LaPigneri _ moi meme moitiè... alla zurriola
nello storico giorno in cui gli uomini di casa decisero di darsi al surf
music _ sigur ros _ samskeyti
come direbbe il buon EnzoMundo: le pere alle 8 di mattina!